LA TECA DELLA MADONNA DELLA MISERICORDIA
NELLA CHIESA DI SAN GIORGIO IN BORGO GRAZZANO
“MADONNA DI MISERICORDIA. Tavola
dipinta da un’artista greco operante
a Venezia nel secolo XV. Già venerata
nella primitiva chiesa di San Giorgio, in
Borgo di Grazzano, fu rinominata “Madonna
di Provvidenza” e, ridipinta una
prima volta nel secolo XVII, fu rifatta,
per mano di Lorenzo Bianchini, nel
1885. Restaurata a cura della Soprintendenza
per i Beni Culturali di Udine,
(è stata) collocata nella teca espositiva
realizzata con il contributo della Fondazione
Cassa di Risparmio di Udine e
Pordenone (il) 22 aprile 2005.
Così recita la didascalia che, in maniera
permanente, affianca la semplice
teca chiamata ad accogliere la restaurata
“Madonna della Misericordia”
nella cappella feriale della chiesa di
San Giorgio Maggiore, in borgo di
Grazzano.
La teca, dalla configurazione sobria
ed apparentemente rustica, è solo di
poco ingentilita nella parte inferiore.
In quella parte, infatti, una linea curva
la rende meno monumentale e meno rigida
e, disubbidendo alla seriosa geometria
del luogo, la teca presta a coloro
che si avvicinano, un lato più lieve, un
qualche cosa di simbolicamente morbido,
quasi si trattasse della stoffa di
un paliotto oppure che alludesse a quei
drappi che, più o meno ricchi e broccati,
impreziosivano le finestre delle
nostre case al passaggio delle processioni.
D’altra parte, la bellezza e la particolarità
del dipinto e la tipicità del locale
dove è stato collocato (già ampiamente
caratterizzato dalla presenza della Pala
del Buon Pastore realizzata in mosaico
da Luciano Petris su bozzetto di
Giulio Candussio e dal fiume di colori
e di oro collocato a soffitto da Paolo
Falaschi) non richiedeva altro che un
segno quasi neutrale, capace di inquadrare
l’immagine pittorica, di conferire
a quest’ultima la giusta luce e capace
anche di “inventare” un piccolo luogo
di riflessione e di preghiera.
La teca, parzialmente incassata nella
muratura d’ambito della cappella e di
forma rettangolare, presenta dimensioni
pari a mm. 1.500 (in altezza); mm.
1.200 (larghezza); mm. 400 (profondità)
e, interamente realizzata con lamiera
di acciaio cor - ten dello spessore di
mm. 1,5 a rivestimento di una struttura
portante in acciaio, mostra un pannello
di fondo realizzato in legno stratificato
del tipo fenolico rivestito con panno
nero e opportunamente distanziato
dalla parete e, nella parte anteriore, si
conclude con un pannello realizzato in
vetro stratifi cato antisfondamento, di
spessore complessivo pari a mm. 15
(5+5+5) completo di film trasparente
antiriflesso.
Adeguatamente sigillata e protetta dagli
agenti esterni, è stata dotata di un
sistema chimico per il mantenimento
dell’umidità interna a grado costante e
di un impianto di illuminazione a fibre
ottiche alimentato da un’apparecchiatura
opportunamente ventilata.
A proposito di quest’ultimo impianto
e, in particolare, riguardo la rumorosità
che potrebbe essere ricondotta alle
parti meccaniche in movimento, sono
stati adottati tutti i migliori sistemi per
ridurre al minimo il disturbo acustico
che potrebbe risultare percettibile nell’ambiente.
La venerata icona, esposta nella nuova
teca, è stata riconsegnata ai fedeli il 22
aprile 2005 e da quel giorno, in un piccolo
vaso collocato alla sinistra della
teca, viene quotidianamente rinnovato
l’omaggio di una rosa.
PAOLO CORETTI
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