TRIESTE...UNA CITTÀ COSMOPOLITA?



Non si stupisca il lettore dell’interrogativo, ma quando avrà letto capirà.
Alla fine del 2005, precisamente il 12 dicembre di quell’anno riceviamo dalla Biblioteca Civica del comune di Trieste una lettera dal seguente tenore:
«Spett.le……….
OGGETTO: disdetta all’abbonamento
Si comunica che la biblioteca di Trieste, in occasione della completa revisione del suo patrimonio periodici, chiude gli abbonamenti riservandosi di riattivare gli abbonamenti che si è ritenuto di mantenere attivi per il 2006 tramite la commissionaria LICOSA.
Distinti Saluti - Il Dirigente di Servizio. f.to d.ssa Bianca Cuderi»



Naturalmente nessuna sottoscrizione di abbonamento è mai pervenuta dalla commissionaria: fin qui nulla di male, non avevamo neppure fatto mente locale nonostante la Biblioteca Civica della Capitale del Friuli Venezia Giulia fosse da moltissimi anni abbonata alla rivista… sono cose che capitano anche per banale dimenticanza.
Con grande disappunto abbiamo dovuto constatare che non di dimenticanza si è trattato nè, presumiamo, di giudizio negativo (pure lo fosse non solo di questo si tratta) sulla nostra testata, ma di scelta consapevole e ben precisa di non accettare quanto si pubblica in Friuli.
Infatti capita che, come molte altre editrici, anche noi usiamo far pervenire in dono alle principali biblioteche pubbliche non solo della regione, copia delle novità letterarie.
Anche questo è un modo di fare cultura - almeno crediamo - da parte di chi non mette in primo luogo gli interessi commerciali: non è mancato quasi mai un cenno di ringraziamento da parte dei destinatari¹.
Ma ecco l’eccezione che ben si collega alla comunicazione ricordata.
Su carta intestata sempre del Comune di Trieste ma dall’“Area Cultura e Sport - Servizio Bibliotecario”, debitamente fornita di indirizzo, numeri telefonici, www, partita IVA, fax e-mail, e sempre a fi rma dello stesso dirigente, all’invio di un nostro recente volume, accompagnato da un biglietto del curatore, si è risposto così:
“Ci spiace comunicare che il volume “Acquerelli Friulani” che gentilmente avete pensato di donarci, non è adatto alle nostre raccolte. La preghiamo quindi di farlo ritirare entro un mese a partire dalla data di questa comunicazione, all’ingresso della Biblioteca Civica in piazza Hortis, 4 dal lunedì mattina al venerdì con orario 8,30 - 19,30, sabato dalle 8,30 alle 13,00.
In caso di mancato ritiro la Biblioteca deciderà la destinazione del volume. Cordiali saluti.”

Ci siamo presi la briga di chiedere lumi sul singolare riscontro, ma ci è stato replicato che “è prassi delle maggiori biblioteche² accogliere solo quelle pubblicazioni che sono coerenti con l’impostazione delle raccolte per conservare alle stesse, fisionomia precisa” (sic: il “Galateo” di monsignor Giovanni della Casa forse non rientra nella prassi).
Rimaniamo comunque in attesa di conoscere quali sono le pubblicazioni “coerenti con le impostazioni delle raccolte” e quali autori, soggetti e testate sono buoni solo per il falò.
Attendano intanto i custodi delle raccolte che ci si metta in viaggio dal paesello e ci si presenti all’ingresso (forse in portineria) di piazza Hortis, entro un mese all’orario prescritto, per ritirare le pubblicazioni.
Questo per poterci regolare in futuro.
Non vorremmo che la biblioteca del capoluogo regionale avesse una visione appunto “civica”, nel senso municipale, anzi campanilistica: insomma ristretta. Visione del resto non rara in certa opinione pubblica della città (cosmopolita, metropolitana e multietnica) capitale della regione Friuli-Venezia Giulia, secondo la quale i propri interessi soddisfatti si riverserebbero sempre a benefi cio dell’intera regione: per cui abbellendo le Rive automaticamente ci guadagna anche Fiumicello o Paularo.
Restiamo dunque in attesa di una risposta: non dal pur diligente e zelante direttore del Servizio bibliotecario urbano, né da quello della Biblioteca, né dal responsabile dell’Area cultura e sport, né dal capo-gabinetto: ma dal Sindaco da cui dipende tutto sommato l’istituzione e a cui personalmente era stata diretta con particolare cortesia la richiesta di cui sopra.

VITTORIO ZANON

¹ Moltissime tra le maggiori biblioteche nazionali e internazionali sono abbonate o ricevono regolarmente La Panarie e tutte esprimono l’apprezzamento per il ricevimento dei volumi che la nostra editrice invia loro in omaggio.

² Appunto…vedi nota (¹)

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